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Quattro grandi settori


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Le aziende di maggiore interesse commerciale possono essere raggruppate in 4 settori di primario interesse per i consumatori: gli esercizi pubblici, le imprese artigiane, le attività commerciali alimentari e non alimentari.

Gli esercizi pubblici rappresentano una parte vitale della nostra economia. II Italia sono presenti circa 160.000 bar e 110.000 ristoranti. Hanno un grande interesse commerciale, tanto che ogni anno, in alcune grandi città, il 15/20 % dei bar e dei ristoranti viene compravenduto.

Il prezzo di questi esercizi è sostenuto perché sono aziende con un forte valore patrimoniale e una concorrenza limitata dalla normativa che prevede ancora la licenza, anche se i Comuni tendono sempre più a facilitare l’accesso al settore.

Sono attività di grande impegno fisico, prolungato per almeno 12 ore quotidiane e, a volte, per 7 giorni settimanali. Per questa ragione, gli esercenti vendono l’azienda appena hanno terminato di pagarla, e dopo un periodo di riposo cercano nuovi stimoli in altri esercizi simili, che secondo le loro speranze possano essere incrementati, e dopo qualche anno rivenduti a maggior prezzo.

Gli esercizi pubblici sono le aziende più complesse da trattare. Occorre conoscere la normativa nazionale, quella regionale, quella comunale e sempre di più le direttive delle Aziende Sanitarie Locali. Inoltre, il pagamento dilazionato, basato sul principio che “l’azienda paga se stessa”, pone attenzione al mediatore nel valutare le richieste del venditore e le capacità gestionali dell’acquirente.

Le imprese artigiane basano il loro successo sulla capacità manuale dell’imprenditore. Ad eccezione di alcune attività di carattere alimentare o di attività svolte sulla persona, come ad esempio il parrucchiere e l’estetista non sono richiesti requisiti professionali o licenze comunali. Il loro avviamento commerciale è prevalentemente di tipo soggettivo, legato alla persona, e quindi trasferibile a terzi solo in parte. Il Listino prende in esame le aziende ubicate prevalentemente in negozi, a contatto diretto con il pubblico.

Le attività commerciali occupano la maggior parte dei negozi sotto casa; sono gli esercizi di vicinato, come li definisce il dls 114 che nel 1998 ha riformato il settore commerciale. Ora sono raggruppate i in due settori principali: alimentare e non alimentare.

E’ facile oggi iniziare una nuova attività commerciale con superficie di vendita fino a 250 mq, non serve più la licenza, basta una comunicazione, ma è più difficile poterla sviluppare.

La concorrenza è forte e organizzata. Gli hard-discount, gli ipermercati, i centri commerciali e gli autlet hanno cambiato in pochi anni le abitudini commerciali degli italiani.

Tuttavia molti piccoli commercianti hanno saputo interpretare i cambiamenti partecipando alla sviluppo di queste nuove strutture o posizionandosi nei punti strategici delle città, rendendo molte vie, non solo del centro, belle e accoglienti.

Le aziende di questi commercianti hanno conservato il loro valore commerciale e per questa ragione sono prese in esame dal Listino.

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