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Edifici nuovi e detrazioni energetiche


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Edifici nuovi: la Finanziaria 2007 prevedeva due importanti disposizioni ai sensi del risparmio energetico.

La prima, contenuta nel comma 350 dell’articolo 1prevede che nei regolamenti edilizi comunali “ai fini del rilascio del permesso di costruire” sia prevista per le nuove costruzioni l’installazione dei pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, “in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 0,2 kW per ciascuna unità abitativa”. Dal 2008, con maggiore concretezza, sì è saliti a 1Kw, “compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento” (frase ambigua). Resta il fatto che l’energia prodotta si misura non in kilowatt, ma in kilowattora (kWh). Viceversa è la potenza nominale che si misura in kilowatt. Comunque, l ’impianto più piccolo che ha senso realizzare per un singolo appartamento è di 1,6 kW di potenza di picco, e per essere sufficiente prevede che si utilizzino apparecchiature a risparmio energetico (frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie A o AA, lampadine a risparmio energetico, scaldabagni solo a gas eccetera). Siamo sui 12 mila euro, più Iva 10%, di spesa. Per le utenze tradizionali, si sale a 2,8-3 kw di potenza, con una spesa di 21 mila euro più Iva. Tali impianti potranno essere assistiti da contributi, solo se si riscrive il Decreto (28/7/2005, modificato dal Dm 6/2/2006) che, assicura incentivi economici sull’energia prodotta dal fotovoltaico in misura del tutto insufficiente rispetto alle richieste dei privati. (E’ però previsto un nuovo decreto a gennaio 2007).

La seconda misura (comma 73) avvantaggiava gli interventi di realizzazione di nuovi edifici di almeno 10 mila metri cubi (grossomodo un condominio di 35-40 appartamenti), con data di inizio lavori entro fine 2007, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadrato di superficie utile inferiore di almeno il 50 per cento a certi parametri del Dlgs n. 192/2005. Era prevista una detrazione d’imposta del 55% ma solo sugli extra costi sostenuti per conseguire il valore limite, incluse le maggiori spese di progettazione. Per poter valutare quali siano i cosiddetti “extracosti, vanno ovviamente determinati i “costi tradizionali”, progettazione compresa,”. Avrebbe dovuto stabilirli un decreto ministeriale che non è mai uscito: la misura non è stata comunque prorogata dalla Finanziaria 2008.

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