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L'Iva agevolata al 10%


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La finanziaria 2000 ha poi portato, come novità, la discesa dal 20 al 10 per cento dell’aliquota Iva sulle fatture per molte opere di recupero, e, più esattamente, per quelle di manutenzione ordinaria e straordinaria. Viceversa le opere di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia avevano già concessa l'Iva al 10%. L’Iva è ritornata al 20% per sette mesi (da gennaio a fine settembre 2006), ma poi è stato ripristinato lo “sconto”. Trattandosi di una misura straordinaria, essa vale per il momento fino a tutto il 2010.

A differenza di quanto accade per la detrazione del 36%, l’Iva al 10% (agevolata o non, poco importa) si gode ora su tutte le opere di recupero degli immobili (quelle che, inesattamente dal punto di vista delle norme urbanistiche, vengono comunemente definite come “ristrutturazioni”). Con alcuni, rari, limiti, come vedremo.

Sull’acquisto di box nuovi (che non è opera di recupero, ma è agevolata comunque ai sensi della detrazione del 36%), l’aliquota Iva può variare invece dal 4% (unico box di pertinenza di abitazioni acquistate come prima casa), al 10% (altri box di pertinenza costruiti ai sensi della legge Tognoli) e fino al 20% (altri casi). Da luglio 2006, in alcuni casi particolari (box venduti da impresa costruttrice dopo 4 anni dall’ultimazione), si applica invece l’imposta di registro, al 3% del valore.


Prestazioni agevolabili
La circolare delle finanze n. 71/E del 7 aprile 2000, chiarisce che l’Iva agevolata non può applicarsi: alle prestazioni professionali, anche se inerenti agli interventi di recupero edilizio (per esempio la fattura del direttore dei lavori);

L'aliquota agevolata del 10% vale anche per l'acquisto di materiali e di altri beni necessari per i lavori, a condizione che:

· i materiali non vengano forniti da un soggetto diverso di quello che esegue i lavori. Quindi non si può acquistarli direttamente;

· che i materiali non costituiscano "beni significativi" il cui costo superi il 50% del costo dell'intervento edile. In tal caso l’Iva agevolata si applica solo parzialmente.

Beni significativi
Sono:

1. ascensori e montacarichi;
2. infissi esterni ed interni;
3. caldaie;
4. videocitofoni;
5. apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria;
6. sanitari e rubinetterie da bagno;
7. impianti di sicurezza.

Fatturazione e beni significativi
L'esclusione dei beni significativi non sembra però granché importante, perché è assai raro che il costo di infissi, rubinetti, eccetera, superi la metà della fattura. Sarebbe inoltre da ingenui pensare che l’impresa, in accordo con il committente, non riesca nella maggior parte dei casi a abbassare artificiosamente gli importi dei materiali, rialzando quelli delle altre prestazioni. Tuttavia vale la pena dare un esempio di un caso specifico in cui l’importo dei materiali può essere particolarmente elevato: quello della sostituzione di un ascensore in condominio. Ma lo stesso esempio potrebbe valere anche in altri casi, per esempio quello in cui si rimpiazza una vecchia caldaia con una nuova,senza eseguire lavori particolari.

Ecco il meccanismo di calcolo


1. Si sottrae dal totale della fattura, il valore dei beni significativi

2. Si sottrae dal valore dei beni significativi il risultato della sottrazione riportato sopra

3. Sul risultato finale si applica l'aliquota Iva del 20 %

4. Sul resto della fattura si applica l'aliquota Iva del 10%

Un esempio: (installazione di un ascensore in un condominio).

Fattura totale: 30 mila euro. Costo dell'ascensore e dei suoi componenti: 19 mila euro.

30 mila euro (totale fattura) – 19 mila euro (costo ascensore) = 11 mila euro

19 mila euro (costo ascensore) – 11 mila euro = 8 mila euro. Aliquota Iva: su 8 mila euro il 20% (1.600 euro); su 22 mila euro il 10% (2.200 euro).


Le cose da fare

Informarsi da quali grossisti è possibile procurarsi, a parità di qualità, materiali a più basso prezzo per non perdere le agevolazioni Iva;

Farsi dare sempre la fattura;

Se si eseguono lavori "in proprio", farsi fatturare comunque i materiali e pagarli sempre con bonifico: si potrà godere sia dell'Iva agevolata che del 36%

Far riportare sempre il costo della mano d’opera in fattura (pena la perdita delle agevolazioni).


Le cose da non fare


Acquistare i materiali da se: meglio farli comprare dalla ditta che esegue i lavori, pur indicando il grossista a cui rivolgersi;

Accettare di pagare in nero all'artigiano e alla ditta, in cambio di "sconti".

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