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Fotovoltaico: pro e contro del conto energia >
Essere pagati per produrre energia solare “pulita”, anche per il proprio autoconsumo. E’ questo il succo del perché gli impianti i pannelli fotovoltaici sono in rapidissima diffusione rispetto al passato. Altrimenti, occorre essere chiari, il fotovoltaico non avrebbe oggi chanches: i costi di installazione sono troppo elevati.
Ma torniamo indietro e vediamo di cosa stiamo parlando.
Oggi i pannelli solari sono essenzialmente due tipi: termici e, appunto, fotovoltaici. I primi utilizzano i raggi del sole per scaldare un liquido, da utilizzare per uso igienico sanitario o, eventualmente, per il riscaldamento degli ambienti. I secondi, invece, trasformano direttamente la radiazione solare in elettricità, un energia dagli usi molteplici e sono la nuova frontiera delle fonti alternative.
Solo a questi ultimi è riservato un particolare meccanismo di agevolazioni, detto “Conto Energia”, varato nel 2006.
Mentre in precedenza i costi dell’installazione di questo tipo di pannelli erano in parte rimborsati da contributi regionali, oggi non è più così. Chi decide di scegliere il solare deve sborsare di tasca sua il denaro per posizionare i pannelli e per connettervi gli apparecchi che li servono (a meno di fare un mutuo). In compenso, via via che produce elettricità, oltre a goderne abbattendo i costi della bolletta, si vede rimborsare, a una certa tariffa, i kilowatt prodotti per sé e, a certe condizioni, anche quelli prodotti in eccesso, che vengono venduti alla rete elettrica. Gli impianti fotovoltaici sono infatti connessi alla rete distributiva dell’elettricità e, in tal modo, tale rete funziona come una sorta di enorme “batteria”: incamera l’energia prodotta in surplus (in genere durante i mesi in cui c’è maggiore insolazione, quelli estivi) e la cede durante i mesi freddi.
Controindicazioni? La principale è ovviamente il costo iniziale da affrontare, che non è certo indifferente. Per un piccolo impianto sono da mettere in conto grossomodo 7 mila euro a kilowatt prodotto: il che, in soldoni, significa che per garantire 3kw standard di potenza occorre stanziare 21 mila euro tondi tonti. Ma una soluzione c’è: quella di ricorrere a un mutuo.
Per chi, dopo aver letto questa sezione della guida, vuole un approfondimento, rimandiamo alla Guida 2008 del Gse (il Gestore dei servizi elettrici che sovrintende ufficialmente al settore - www.grtn.it/ita/Pubblicazioni/Pubblicazioni.asp).
Per maggiori informazioni sul mercato dell'energia domestica, visita l'apposita sezione presente all'indirizzo www.casaclick.it/energia.
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